My favourite faded fantasy

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L’ho amato tanto. Ho ascoltato il primo disco “0” fino a consumarlo. Ho cercato in Internet gli inediti e i live. Mi ha ispirato fin quasi al plagio. Ho ascoltato il secondo disco “9” con sicuramente meno entusiasmo. Ma era sempre lo stesso stile, le stesse melodie. È servito quantomeno ad alimentare i sogni per qualche tempo.

Poi 8 anni di attesa. Attesa in cui si ascolta altre cose, si conoscono altri artisti. Attesa nella quale esce un pezzo come Why che ti fa sobbalzare sulla sedia a ogni ascolto.

Poi esce finalmente un nuovo album “My favourite faded fantasy“. E non posso dire di esserne rapito. Certo, nel frattempo siamo cambiati tutti, è cambiato il mondo in questi otto anni. Però… manca quella semplicità comunicativa che nel primo disco tagliava l’aria senza perdersi in troppi giri, soprattutto armonici. Su tutto, il suono del violoncello di Vivienne Long, che qui è sostituito da un tappeto di archi più levigati, smussati, mentre prima era ruvido, quasi straziante.

Infine, non so. Un tour di poche date. Andate sold out in pochi minuti, certo, però magari qualcosa in più dopo tutti questi anni se lo poteva anche permettere. E poi da solo, senza band (concerto di Milano). Non so, dà l’idea di un uomo scarico. Non sembra neanche troppo convinto di quello che fa. Forse non si è ancora ripreso del tutto. Vedremo se saprà regalarci ancora qualcosa di indimenticabile o questo è definitivamente l’ultimo capitolo. Sarebbe un peccato.

Spiagge articolate

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Questi nomi bisognerà ricordarli: Manuela Granaiola, Camilla Fabbri, Andrea Marcucci, Vito Vattuone, Nicoletta Favero, Salvatore Tomaselli, Donatella Albano, Massimo Caleo, Venera Padua. Sono i senatori del Partito Democratico che hanno proposto l’emendamento in Senato per vendere le spiagge.

Mettere tutte le considerazioni in fila sarebbe lunghissimo. Ci sono i pro e i contro, come sempre e io sto con i contro. Basti solo dire che le spiaggie sono demanio pubblico, quindi di tutti. E invece vengono gestite il più delle volte in regime de facto privatizzato, perché le concessioni vengono rinnovate in automatico agli stessi gestori da anni. Si chiama feudalesimo, quando lo stato cede temporalmente qualcosa e poi il gestore se ne appropria in via definitiva e a volte anche ereditaria. Per una ragione nobile e transcendente? No, semplicemente perché lo Stato non ha più la forza di riprendersele, come in questo caso.

Brillante l’intervento della senatrice Granaiola che evitando di parlare di spiagge le chiama “quelle aree che non rivestono più i caratteri della demanialità”. Quindi se qualcuno si fotte un demanio tu non lo butti fuori a calci, ma glielo lasci, perché tanto demanio non è più?! Roba da matti. Solo perché è un bene pubblico crede sia terra di nessuno. Pensa se le facessero la stessa cosa col suo giardino di casa. Uno ci entra e dopo un po’ il giardino non riveste più i caratteri della sua proprietà.

Qui in Spagna le spiagge non sono tappezzate di ombrelloni come da noi. Sono tutte libere e attrezzate, con anche le docce. I bar si limitano a un container appoggiato sopra dei bancali di legno. Ottimi drink. Solo che quando scade il permesso il container lo riportano al deposito. Invece a Pescara, ad esempio, ho visto uno stabilimento con una piscina costruita sulla spiaggia. Chi è più in grado di rimettere in discussione quella concessione? Lo chiamano ancora lungomare, ma quando passeggi il mare quasi non lo vedi più.

La verità è che su questo tema è in corso da anni il forte pressing dei gestori per papparsi le spiagge. Soprattutto perché, e qui sta la fregatura, vogliono il diritto di prelazione. Temono il bando europeo perché li obbligherebbe a rimettersi in gioco davvero e allora preferiscono truccarlo. È inutile quindi invocare il padreterno e le supreme ragioni dell’interesse collettivo. È una battaglia di potere. Tra chi vuole una cosa, giusta o sbagliata poco importa, e chi non la vuole. Bisogna per questo essere informati su chi mandiamo in Parlamento. Il PDL già sta con i gestori e ha presentato il suo emendamento. Nel PD c’è qualche sbavatura. La posizione del partito ufficialmente dice di no, però… occhio a quei nove!

Notas suaves en Gracia

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20131005_223242Concierto muy interesante el sabado en la Cara-B de Barcelona. Anxious Myopic Boy, alias Ricardo Macheco, ha traído sus interpretaciones al pequeño escenario de este precioso lugar del barrio de Gracia.

Voce atorciopelada y suave que recuerda John Martyn antes que se le quemara la garganta o Anthony and the Johnson. Solo con su guitarra, una melódica y unos pedales para lanzar loop de arpegiado o de coros registrados con su voz. Las versiones más impresionante han sido una Enjoy de Silence que mezcla matices oscuras a la Johnny Cash con el mundo onírico del Yann Tiersen de Amelie. También las notas de fado portuguese de Hora de Fechar que a un profano como yo recuerda un poco los Balcanes y al final una Nature Boy muy intensa. Todo esto con un legero toque de ironia que encaja muy bien con un espectaculo tan minimalista.

La única nota negativa. Todo el concierto está pintado de una extrema soledad. El pobre Ricardo tiene qua tocar todo él, hasta el punto que la preparación de sus loops le quita mucho tiempo al principio de cada canción, alimentando la espera. Puede ser una manera de alimentar la suspance pero, al mismo tiempo, la atención del publico puede irse a otro papel. Una petición para que encuentre compañeros.

Posizioni erette!

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Non può essere una mera questione burocratica. Nella forma forse va anche tutto bene. Possiamo però prescindere in maniera così distaccata dai contenuti? Quando un sindaco accetta la richiesta di organizzare nel territorio della propria città un raduno internazionale di estrema destra sta semplicemente applicando le regole? E’ solo un piccolo ingranaggio di un meccanismo burocratico più grande lui? No, è una scelta. E’ una decisione. Questo vuol dire che il sindaco di Cantù è un neonazista? Ovviamente no. Ma forse non interpreta il suo ruolo in modo compiuto.
Dobbiamo fare delle scelte. Scelte morali, che implicano una distinzione tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Relativismo e multiculturalismo hanno sicuramente limitato molto questi spazi, ci hanno indotto ad assumere anche le ragioni degli altri. Nulla da eccepire. Ma possiamo condannarci all’annientamento delle nostre opinioni perché tutte le opinioni sono uguali?
Perché no, non sono uguali. Il nazismo è fuori dall’orizzonte della civiltà occidentale. E’ un pensiero e soprattutto una pratica SBAGLIATA! E se ne siamo convinti dobbiamo dirlo e ribadirlo ogni qual volta questo viene messo in dubbio. Non dobbiamo lasciare il sospetto che possa essere considerata un’opinione come le altre. Potremmo assumere lo stesso serafico distacco di fronte a una riunione di adepti dei sacrifici umani? O del cannibalismo? No, perché sono da tempo fuori dalla nostra civiltà, anche se presentano formale e regolare richiesta all’ufficio del comune.

Per questo appoggio l’iniziativa dei miei compaesani sani e prendo una posizione eretta nei confronti di questo raduno:
https://www.facebook.com/events/1377842429105025/

Ripartire da Ciwati

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Mi riscopro sempre più civatiano. E dire che quando era in Regione Lombardia non lo filavo tanto. E’ l’unico che sembra gettare uno sguardo oltre la siepe e tracciare i possibili scenari.

Il Pd si è decapitato. Quindi bisogna ritrovargli una guida. E un guida vuol dire una linea politica. E’ chiaro che questa situazione ha dei fautori, probabilmente soddisfatti, e degli scontenti. Alcuni tra i parlamentari ma sicuramente molti di più tra gli elettori. E l’analisi di Civati è molto lucida: il prossimo congresso servirà per creare un partito stampella al governo Letta. Quidi il popolo delle primarie sarà escluso a vantaggio unicamente dei tesserati. Un congresso vecchia maniera, che partorià un partito vecchia maniera.

Che duri anche 5 anni, prima o poi alle urne bisognerà ritornare. E tutta questa parte di elettorato bisognerà prenderla in considerazione. Per questo spero in un progressivo movimento interno al PD che sottragga voti ai 101 e riporti il baricentro verso la terza repubblica, perché la seconda mi ha veramente stancato.

Restano due incognite. La prima è Renzi. Sembra integrato in questa linea. Probabilmente il colloquio con D’Alema gli ha aperto delle strade per il futuro con l’appoggio di chi lo ha battuto alle primarie. Niente di personale, l’ho anche votato. Però non puoi perdere le primarie in modo così sonoro e cercare poi di ripiazzarti con un’investitura dall’alto. Sarebbe incoerente e non voglio un leader politico incoerente.

L’altra è la capacità di Civati di creare coesione attorno a una sua mozione. Ha sicuramente seguito tra gli elettori ma per ora nessuno tra le alte sfere. E senza il loro appoggio è destinato a restare isolato e sconfitto, come è successo adesso con la fiducia al governo Letta e come è successo a Renzi per le primarie. E’ però un ottimo punto di partenza: l’unico

Il giorno dopo, duro risveglio

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Inutile dire che mi aspettavo tutt’altro risultato. La sensazione che si fosse cantata vittoria un po’ troppo presto c’era. Però questo è davvero sconfortante.

Non me la prendo coi Grillini come molti miei colleghi di centro sinistra. Il Movimento Cinque Stelle ha interecettato una domanda elettorale che il PD non è stato in grado di rappresentare. Non sono voti rubati. Sono voti del M5S, punto. Del resto i discorsi sono sempre gli stessi: la classe politica che non si rinnova, l’idrovora di soldi dei partiti, la corruzione, la mancanza di trasparenza, il conflitto di interessi. Votare PD non garantiva assolutamente una cambiamento radicale sotto questi punti di vista. Forse un lento e progressivo miglioramento. Molti cittadini hanno preferito non aspettare così a lungo.

Ma la cosa che più mi sorprende è il 30% di Berlusconi. Incredibile! Cari compatrioti un brindisi, in alto i calici che contengono i vostri cervelli. Del resto, se gli italiani corrono alle poste per farsi rimborsare l’Imu con la lettera di Berlusconi in mano… cosa possiamo pretendere. Avete quello che vi meritate. E forse gli interessi che paghiamo sul debito son fin troppo bassi. Fossi uno straniero sceglierei l’Italia non per investire, ma per rifilargli qualche bella sola, che tanto se la bevono comunque.

Povero Napolitano. Duro lavoro lo attende. E povero anche Bersani. A questo punto meglio non accettare l’incarico. La maggioranza alla camera è solo fittizzia. Per questo il PDL non ha sbraitato più di tanto ai brogli come le altre volte. Non sono mica fessi. Prendersi la responsabilità di governo in queste condizioni è un suicidio. Che se la sbrighino loro, piuttosto. Io darei di nuovo l’incarico a Berlusconi. Ha riempito di balle la campagna elettorale perché confidava che nessuno gliene avrebbe chiesto conto. E ora che le mantenga, così impara. Questa volta gli anziani non andranno più alle poste per riavere l’Imu, ma direttamente sotto casa sua.

Oppure… oppure un governo con l’appoggio esterno dei Grillini?! Come ai tempi della nostra gioventù con Rifondazione. Certo, sarebbe comunque l’anticamera del suicidio, perché la politica purtroppo non è fatta solo di programmi e idee, la politica è fatta anche di… politica. Spartizioni, poltrone, posti chiave. Voterebbero mai una fiducia a un governo Bersani con ministri come Bindi, Finocchiaro, Letta, D’alema?

Primarie PD

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Competizione leale, vittoria schiacciante. Splendido momento di democrazia eppure… eppure un po’ di delusione c’è.

Al di là dei dettagli Matteo Renzi rappresentava la rottura con la politica degli ultimi vent’anni, Bersani la continuità. Il popolo del centro sinistra ha scelto la continuità. Continuità con cosa? Con le cose buone, certo. Il centro sinistra qualche medaglia al tavolo della storia potrà anche vantarla: l’ingresso in Europa, qualche liberalizzazione, il contenimento del debito. Continuità però anche con tutto il resto: il conflitto di interessi mai risolto, la corruzione, l’evasione fiscale cronica e tollerata, la voracità della politica, la mancanza di poteri di compensazione veramente indipendenti, l’indulto.

La politica di un Bersani premier seguirà necessariamente questo solco. Non avremo un’Italia diversa. Certo, le derive farsesche del bunga bunga o del parlamento padano saranno un dolce ricordo di gioventù. Però il resto resterà uguale. E non potremo dire che non lo sapevamo.

A Bersani il merito di aver vinto due sfide elettorali intense: le primarie di partito e le primarie di coalizione. Se vincesse anche le politiche avrebbe un’investitura davvero completa alla quale non si potrebbe fare molto ricorso. E questo a dispetto di un carisma non proprio brillante. Che fare però dei sogni di rinnovamente che incarnava Renzi? Che possano avverarsi con questo centro destra mi sembra improbabile. Cinque stelle?! Oppure siamo davvero condannati a non cambiare mai?

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