Poco coraggioso l’editoriale di oggi di Angelo Panebianco sulla manovra fiscale, davvero poco coraggioso. Anzi, sembra quasi svelare il gioco delle tre carte del centro destra in materia di federalismo fiscale e decentramento. Lo svela, ma non lo critica. Avvallando un approccio gattopardesco che nella migliore delle ipotesi è triste, nella peggiore… squallido. Soprattutto quando scrive che è meglio distribuire i costi della crisi su tutti, virtuosi e viziosi, piuttosto che solo sui viziosi, perché se no si arrabbiano.

L’ipotesi di fondo di Panebianco è che il federalismo fiscale richiederebbe sacrifici economici al sud tali da ripercuotersi a livello elettorale sullo stesso Pdl. Per questo non è sostenibile politicamente e il centro-destra rimanda. L’Europa, invece, e soprattutto la Germania, hanno potuto chiedere questi sacrifici alla Grecia perché i contraccolpi elettorali sarebbero rimasti confinati in quel paese.

Ed è qui, secondo me, che si annida il tira e molla del Pdl con la Lega, che si trasforma un giorno sì e uno no nel gioco delle tre carte. Il federalismo fiscale vuol dire sacrifici per il sud. Questo è sicuro. Certo, l’obiettivo è nobile, ovvero responsabilizzare quelle classi dirigenti per ridurre l’assistenzialismo e avviare uno sviluppo più reale, soprattutto in termini di impiego delle risorse. Il problema è che responsabilizzare vuol dire che se un ente locale va a rotoli… lo si lascia andare. Gli elettori resteranno senza stipendi, senza forniture di gas e acqua, senza netturbini, senza eventi culturali. Daranno la colpa ai propri amministratori e al prossimo giro ne eleggeranno degli altri. Facile.

In realtà è pressoché impossibile. Il costo sociale di un simile fallimento sarebbe troppo alto. Lo Stato centrale non se lo può permettere. Per questo la Lega tuona e il Pdl concede finanziamenti truccati al comune di Catania per ripianare i debiti. E fin qui rientrerebbe anche nel gioco dell’alleanza. Il problema è che la Lega non si prende alcuna responsabilità per queste operazioni anche se siede allo stesso tavolo con il Pdl e ne approva le mosse.

Sono dei furboni. Se il governo muove dei passi verso il federalismo fiscale è merito loro e il nord gioisce, se invece rema in direzione opposta è colpa solo del Pdl… gioisce il sud e la Lega torna a fare la voce grossa e blandire lo spirito revanscista del nord. Sì, così, però è troppo facile. E soprattutto non ci si muove. Tutti hanno l’alibi e se la riforma non si realizza o se si realizza in modo distorto non è colpa di nessuno.

Più di tutto, però, più di ogni altra cosa, concede sempre il pretesto ai Leghisti per fare i duri e puri. E sinceramente, dopo vent’anni… non ne possiamo più!

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