La discussione interna al PD di quest’oggi verte sulle parole di Veltroni, che critica l’attuale leadership e fonda il “Movimento”. Wow! Già la Lega negli ultimi anni ha preso a definirsi “il movimento” e non più “partito” perché fa così tanto prima repubblica. Gli andiamo dietro.

Sul merito nulla da eccepire. E’ giusto che ci sia un’opposizione interna. Quel che non si capisce è perché queste iniziative siano prese da Veltroni e non da Franceschini. Insomma, in questo partito sembra sempre che ci sia qualcuno dietro che tira le fila. Chi si candida e ci mette la faccia ha sempre il burattinaio. Adesso il burattinaio viene fuori ma dice “Non mi candido alle primare”. Eh, troppo comodo.

La linea politica di Veltroni è lungimirante ma ancora prematura. Il PD non ha la forza di andare da solo. L’Italia è un paese prevalentemente conservatore e diventa difficile pensare che una forza progressista possa ottenere la maggioranza. Un compromesso con altre forze è necessario. Poi, magari, un domani, quando saremo un paese normale, le cose cambieranno…

Inoltre mi sembra bizzarro che tiri fuori la question della candidatura a premier. In un paese normale è ovvio che siano i leader di partito a tirare il carro e candidarsi. Prima o poi dovremo arrivarci anche noi. Ed è stato così anche quando Veltroni era leader del neonato PD. Ora, invece, no? Non suona molto bene.

Non so, c’è della confusione. Veltroni non vuole candidarsi ma lancia staffilate contro l’attuale leadership. Non è un ruolo defilato, questo. Se è lui il capo dell’opposizione interna deve entrare nel ruolo fino in fondo. Non che poi manda avanti un altro.

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