Questo intervento di Nicola Molteni è davvero ridicolo. Si vieta qualsiasi possibilità che a Cantù possa esserci una moschea. E si intima l’amministrazione provinciale di Como a smontare il tendone di Valmulini.

Chi amministra le nostre città deve risolvere i problemi della gente e cercare soluzioni alle loro esigenze. Se un gruppo ha bisogno di un luogo per pregare, ritrovarsi, discutere, non vedo perché glielo si debba negare. Soprattutto se il vincolo è di carattere religioso. Ormai l’occidente ha superato queste cose. Non si capisce perché a Cantù ci siano gruppi che ottengono spazi pubblici anche se sono in quattro gatti. Nessuno va a sindacalizzare sul contenuto delle loro attività. L’importante è che paghino affitto e utenze.

Quando le persone che condividono la stessa esigenza iniziano a diventare tante bisogna affrontare la cosa con un po’ più di senno. La Lega è spesso troppo radicale per amministrare società complesse come le nostre. Può andare bene per piccoli villaggi sperduti tra i monti, dove ci si conosce tutti. Per le realtà più complesse però non ha gli strumenti culturali. E non contano nulla i voti che prende, è così anche se avesse il 100%. Non può essere sempre tutto bianco o nero, bello o brutto, persona per bene o terrorista, dentro o fuori. In mezzo ci sono le sfumature. E lo si capisce quando dice che: «Gli islamici prima di pretendere il riconoscimento di qualunque tipo di diritto, sottoscrivano le intese con lo Stato italiano accenttandone i principi e i valori costituzionali». E se ci fosse un cittadino italiano di religione islamica? Che accordi dovrebbe sottoscrivere? Ecco le sfumature. E non vorrei che allo stesso modo possano un domani negare a me l’utilizzo di uno spazio perché giudicano l’attività poco consona. Ci rimarrei male.

L’affondo sui soldi, poi, è davvero penoso. Senza citare eventuali maganti sauditi che sponsorizzano la costruzione di moschee praticamente in tutto il mondo, viene da chiedersi se gli islamici non possa utilizzare lo stesso ingegnoso metodo dei cattolici. Già, chissà come faranno le parrocchie a trovare i soldi per rifare il tetto dell’oratorio o la casa del prete? Con le collette dei fedeli, indovinato!

Sembra che certa gente abbia paura di alzarsi una mattina e sentire il muezzin al posto delle campane. Questa è paranoia. Chi è afflitto da paranoia può avere la serenità per prendere decisioni che riguardano migliaia di persone? O milioni, come nel caso del deputato Nicola Molteni? Francamente l’idea non mi entusiasma.

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