Il day after è un massacro. Su tutti i giornali si parla di disfatta del PD alle primarie di Milano. I vertici lombardi rimettono il mandato. Filippo Penati si dimette dalla segreteria politica di Bersani. Una disfatta.

Alcuni commenti però mi sembrano ingiusti. Il Fatto Quotidiano: “Al PD piace perdere facile”. Non è che si fanno le primarie per perdere. Anzi, ci si sottopone al giudizio del proprio elettorato per capire qual è il candidato che piace di più. Se si impone il candidato, non va bene perché lo si impone, se si fa scegliere ai cittadini… non va bene perché si perde.

Anche i giudizi del Fatto su Stefano Boeri mi sembrano ingiusti. E’ un professionista, non è un trafficone. La candidatura, da quel che ne so, è nata fuori dal partito. Era il candidato più giovane, espressione della società civile e non dell’apparato, competente, non vedo perché non appoggiarlo. Queste primarie inoltre hanno permesso il confronto tra candidati di altissimo profilo, espressione comunque di aree diverse della sinistra, che è giusto che si affrontino sul campo, non nei corridoi delle segreterie.

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