Equivoci

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Giovane fanciulla straniera che ancora non conosce le infinite vie del mondo:

– Quindi sei di Milano

– No, non proprio, di un paese vicino a Milano

– E come si chiama?

– Cantù

– Aaaah, Cancun.

– Ehm, no, quasi

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Malas palabras: buscar

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Stando a Barcellona ci si accorge di quanto il dialetto brianzolo sia debitore della lingua spagnola. Forse ancora di più del ben più blasonato francese, a cui si attribuisce di solito l’influenza maggiore.

Ad esempio, in frasi come va’ che le buschi. Oppure le ha buscate di brutto. Il verbo buscare deriva chiaramente dallo spagnolo buscar. Ora, la traduzione letterale vorrebbe prendere. Per cui diventa: attento che le prendi e ne ha prese tante. Ma cosa si prende in tutto ciò? Fondamentalmente un sacco di botte. Buscar però in Spagnolo vuol dire cercare. Quindi se si parla di botte è come se prendessi ciò che stavi cercado. Se poi ti fa male non ti devi neanche lamentare perchè in fondo le hai cercate tu e anzi, qualcuno ti ha dato esattamente ciò di cui avevi bisogno. Con l’aggravante che dovresti pure saperlo.

Non è che bisognava pensarci prima?

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Nell’editoriale di oggi sul Corriere, Ferruccio De Bortoli propone un soluzione semplice e pacifica alla crisi di credibilità del nostro paese: che Berlusconi si scelga un luogo assolato dove trascorrere il resto dei suoi giorni da pensionato felice. Sembra che solo ora, con il declassamento del nostro debito, si sia “strappato il sipario” su questo esecutivo e sul suo leader. Come se tutto quello che è successo in questi anni non fosse stato sufficiente.

Ma la crisi di credibilità del nostro paese è figlia di questi vent’anni. E’ figlia di quell’accordo sciagurato con cui nel ’94 si consentì a Berlusconi di entrare in parlamento e ricoprire cariche pubbliche anche se detentore di concessioni governative. Il resto sono logiche conseguenze. Perchè da quel momento il nostro paese è prigioniero di una situazione dalla quale non riesce più a uscire con i mezzi democratici di cui dispone.

E ora , al di là di chi ancora ci crede, c’è anche chi, tra i berluscones delle ore passate, cerca il ravvedimento. Un ravvedimento morbido, indolore, come quello proposto da De Bortoli che cita il caso spagnolo di Zapatero: farsi candidamente da parte e invocare elezioni anticipate perchè altri traghettino l’Italia fuori dal guado. Roba da matti! Ma si rende conto della differenza tra la carriera politica di Zapatero e quella di Berlusconi?! Tanto più che c’è un problema, il solito: senza la sua macchina da guerra politico-mediatica Berlusconi finirebbe in carcere. O, nella migliore delle ipotesi, il suo impero verrebbe sbriciolato, il che, di solito, non avviene senza conseguenze giudiziarie. Per cui mi chiedo come possa essere morbido e indolore quello che praticamente è un suicidio.

Da questo punto di vista la Storia potrebbe essere illuminante. Ci sono alcune teorie secondo cui lo stesso Mussolini, vista la guerra ormai perduta, si sarebbe fatto democraticamente sfiduciare dal Gran Consiglio, senza utilizzare i mezzi coercitivi di cui pur disponeva nei confronti dei gerarchi. Il tutto per consentire un ricambio indolore al vertice del paese e uscire pacificamente dal conflitto. Già, peccato solo che crollò tutto. Ma tu guarda… chi l’avrebbe immaginato!

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