L’ho amato tanto. Ho ascoltato il primo disco “0” fino a consumarlo. Ho cercato in Internet gli inediti e i live. Mi ha ispirato fin quasi al plagio. Ho ascoltato il secondo disco “9” con sicuramente meno entusiasmo. Ma era sempre lo stesso stile, le stesse melodie. È servito quantomeno ad alimentare i sogni per qualche tempo.

Poi 8 anni di attesa. Attesa in cui si ascolta altre cose, si conoscono altri artisti. Attesa nella quale esce un pezzo come Why che ti fa sobbalzare sulla sedia a ogni ascolto.

Poi esce finalmente un nuovo album “My favourite faded fantasy“. E non posso dire di esserne rapito. Certo, nel frattempo siamo cambiati tutti, è cambiato il mondo in questi otto anni. Però… manca quella semplicità comunicativa che nel primo disco tagliava l’aria senza perdersi in troppi giri, soprattutto armonici. Su tutto, il suono del violoncello di Vivienne Long, che qui è sostituito da un tappeto di archi più levigati, smussati, mentre prima era ruvido, quasi straziante.

Infine, non so. Un tour di poche date. Andate sold out in pochi minuti, certo, però magari qualcosa in più dopo tutti questi anni se lo poteva anche permettere. E poi da solo, senza band (concerto di Milano). Non so, dà l’idea di un uomo scarico. Non sembra neanche troppo convinto di quello che fa. Forse non si è ancora ripreso del tutto. Vedremo se saprà regalarci ancora qualcosa di indimenticabile o questo è definitivamente l’ultimo capitolo. Sarebbe un peccato.