My favourite faded fantasy

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L’ho amato tanto. Ho ascoltato il primo disco “0” fino a consumarlo. Ho cercato in Internet gli inediti e i live. Mi ha ispirato fin quasi al plagio. Ho ascoltato il secondo disco “9” con sicuramente meno entusiasmo. Ma era sempre lo stesso stile, le stesse melodie. È servito quantomeno ad alimentare i sogni per qualche tempo.

Poi 8 anni di attesa. Attesa in cui si ascolta altre cose, si conoscono altri artisti. Attesa nella quale esce un pezzo come Why che ti fa sobbalzare sulla sedia a ogni ascolto.

Poi esce finalmente un nuovo album “My favourite faded fantasy“. E non posso dire di esserne rapito. Certo, nel frattempo siamo cambiati tutti, è cambiato il mondo in questi otto anni. Però… manca quella semplicità comunicativa che nel primo disco tagliava l’aria senza perdersi in troppi giri, soprattutto armonici. Su tutto, il suono del violoncello di Vivienne Long, che qui è sostituito da un tappeto di archi più levigati, smussati, mentre prima era ruvido, quasi straziante.

Infine, non so. Un tour di poche date. Andate sold out in pochi minuti, certo, però magari qualcosa in più dopo tutti questi anni se lo poteva anche permettere. E poi da solo, senza band (concerto di Milano). Non so, dà l’idea di un uomo scarico. Non sembra neanche troppo convinto di quello che fa. Forse non si è ancora ripreso del tutto. Vedremo se saprà regalarci ancora qualcosa di indimenticabile o questo è definitivamente l’ultimo capitolo. Sarebbe un peccato.

Notas suaves en Gracia

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20131005_223242Concierto muy interesante el sabado en la Cara-B de Barcelona. Anxious Myopic Boy, alias Ricardo Macheco, ha traído sus interpretaciones al pequeño escenario de este precioso lugar del barrio de Gracia.

Voce atorciopelada y suave que recuerda John Martyn antes que se le quemara la garganta o Anthony and the Johnson. Solo con su guitarra, una melódica y unos pedales para lanzar loop de arpegiado o de coros registrados con su voz. Las versiones más impresionante han sido una Enjoy de Silence que mezcla matices oscuras a la Johnny Cash con el mundo onírico del Yann Tiersen de Amelie. También las notas de fado portuguese de Hora de Fechar que a un profano como yo recuerda un poco los Balcanes y al final una Nature Boy muy intensa. Todo esto con un legero toque de ironia que encaja muy bien con un espectaculo tan minimalista.

La única nota negativa. Todo el concierto está pintado de una extrema soledad. El pobre Ricardo tiene qua tocar todo él, hasta el punto que la preparación de sus loops le quita mucho tiempo al principio de cada canción, alimentando la espera. Puede ser una manera de alimentar la suspance pero, al mismo tiempo, la atención del publico puede irse a otro papel. Una petición para que encuentre compañeros.

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