Posizioni erette!

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Non può essere una mera questione burocratica. Nella forma forse va anche tutto bene. Possiamo però prescindere in maniera così distaccata dai contenuti? Quando un sindaco accetta la richiesta di organizzare nel territorio della propria città un raduno internazionale di estrema destra sta semplicemente applicando le regole? E’ solo un piccolo ingranaggio di un meccanismo burocratico più grande lui? No, è una scelta. E’ una decisione. Questo vuol dire che il sindaco di Cantù è un neonazista? Ovviamente no. Ma forse non interpreta il suo ruolo in modo compiuto.
Dobbiamo fare delle scelte. Scelte morali, che implicano una distinzione tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Relativismo e multiculturalismo hanno sicuramente limitato molto questi spazi, ci hanno indotto ad assumere anche le ragioni degli altri. Nulla da eccepire. Ma possiamo condannarci all’annientamento delle nostre opinioni perché tutte le opinioni sono uguali?
Perché no, non sono uguali. Il nazismo è fuori dall’orizzonte della civiltà occidentale. E’ un pensiero e soprattutto una pratica SBAGLIATA! E se ne siamo convinti dobbiamo dirlo e ribadirlo ogni qual volta questo viene messo in dubbio. Non dobbiamo lasciare il sospetto che possa essere considerata un’opinione come le altre. Potremmo assumere lo stesso serafico distacco di fronte a una riunione di adepti dei sacrifici umani? O del cannibalismo? No, perché sono da tempo fuori dalla nostra civiltà, anche se presentano formale e regolare richiesta all’ufficio del comune.

Per questo appoggio l’iniziativa dei miei compaesani sani e prendo una posizione eretta nei confronti di questo raduno:
https://www.facebook.com/events/1377842429105025/

Arrivano i muezzin

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Questo intervento di Nicola Molteni è davvero ridicolo. Si vieta qualsiasi possibilità che a Cantù possa esserci una moschea. E si intima l’amministrazione provinciale di Como a smontare il tendone di Valmulini.

Chi amministra le nostre città deve risolvere i problemi della gente e cercare soluzioni alle loro esigenze. Se un gruppo ha bisogno di un luogo per pregare, ritrovarsi, discutere, non vedo perché glielo si debba negare. Soprattutto se il vincolo è di carattere religioso. Ormai l’occidente ha superato queste cose. Non si capisce perché a Cantù ci siano gruppi che ottengono spazi pubblici anche se sono in quattro gatti. Nessuno va a sindacalizzare sul contenuto delle loro attività. L’importante è che paghino affitto e utenze.

Quando le persone che condividono la stessa esigenza iniziano a diventare tante bisogna affrontare la cosa con un po’ più di senno. La Lega è spesso troppo radicale per amministrare società complesse come le nostre. Può andare bene per piccoli villaggi sperduti tra i monti, dove ci si conosce tutti. Per le realtà più complesse però non ha gli strumenti culturali. E non contano nulla i voti che prende, è così anche se avesse il 100%. Non può essere sempre tutto bianco o nero, bello o brutto, persona per bene o terrorista, dentro o fuori. In mezzo ci sono le sfumature. E lo si capisce quando dice che: «Gli islamici prima di pretendere il riconoscimento di qualunque tipo di diritto, sottoscrivano le intese con lo Stato italiano accenttandone i principi e i valori costituzionali». E se ci fosse un cittadino italiano di religione islamica? Che accordi dovrebbe sottoscrivere? Ecco le sfumature. E non vorrei che allo stesso modo possano un domani negare a me l’utilizzo di uno spazio perché giudicano l’attività poco consona. Ci rimarrei male.

L’affondo sui soldi, poi, è davvero penoso. Senza citare eventuali maganti sauditi che sponsorizzano la costruzione di moschee praticamente in tutto il mondo, viene da chiedersi se gli islamici non possa utilizzare lo stesso ingegnoso metodo dei cattolici. Già, chissà come faranno le parrocchie a trovare i soldi per rifare il tetto dell’oratorio o la casa del prete? Con le collette dei fedeli, indovinato!

Sembra che certa gente abbia paura di alzarsi una mattina e sentire il muezzin al posto delle campane. Questa è paranoia. Chi è afflitto da paranoia può avere la serenità per prendere decisioni che riguardano migliaia di persone? O milioni, come nel caso del deputato Nicola Molteni? Francamente l’idea non mi entusiasma.

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